|
|
|
|
San Telmo. Una domenica come molte: la fiera, gli artigiani e le orchestre di tango. Molte sono qui solo per promuovere le loro serate in altri locali durante la settimana e il quartiere lavora per loro come il migliore PR che si possa trovare. Tra queste, c’è l’orchestra de El Afronte, dove la violinista è una ragazza di 26 anni e il responsabile delle pubbliche relazioni, Gabriel, suona la viola ed è soprannominato “el gato”.
«Vieni a trovarci il lunedì e il mercoledì, abbiamo due serate: la bendita e la maldita milonga» dice el gato. L’idea di distinguere le rappresentazioni in bendita e maldita, letteralmente benedetta e maledetta, è stata un'iniziativa dell’orchestra per riuscire a emergere tra le molte bande di tango che invadono ogni anno la città. Perché, come dice il cantante de El Afronte, «abbiamo messo su un’orchestra di tango perché ci piace e perché quando si suona il tango c’è più comunicazione tra le persone». Le due serate prima si distinguevano anche per l’abbigliamento dei musicisti, che durante la notte “bendita” si vestivano di bianco mentre la “maldita” era invasa dal nero e da canzoni più forti. Ma ora l’orchestra ha lasciato stare gli effetti scenici e si dedica anima e corpo a comporre musica, in modo da poter alternare “cover” di classici del tango con canzoni originali dell’orchestra. E come la Fernandez Fierro, anche El Afronte cerca di gestire le sue attività in modo indipendente e questo lascia loro un certo margine di libertà. La milonga dove si esibiscono è in pieno San Telmo (Perù 571) ed è piuttosto turistica, si sente parlare inglese quasi in ogni angolo, ma è una delle poche dove c’è la possibilità di ballare mentre l’orchestra suona dal vivo, cosa diventata ormai molto rara. Prima dell’esibizione, c’è la lezione di tango e questo permette alle persone di mettere subito in pratica gli insegnamenti ricevuti pochi minuti prima. Durante lo spettacolo, un particolare ha colpito la nostra attenzione. Uno dei bandeonisti – sono quattro i suonatori di bandeoneon, lo strumento principale del tango – ha una maglietta della squadra di calcio del Napoli, naturalmente la numero 10 con il nome di Maradona. Come mai? Perché la banda è tornata da poco da un tour europeo che ha compreso anche l’Italia e il capoluogo partenopeo, dove hanno suonato per il festival del cinema dei diritti umani. Si sono innamorati del nostro Paese e sperano di ripartire presto e continuare la loro avventura per il mondo, per portare un po’ di Buenos Aires dove non la conoscono ancora. E per ricordare a quelli che ci sono già stati cosa si prova a camminare per le vie della città a ritmo di tango.
Giulia De Luca
Guarda le foto esclusive del servizio |






















Comments